Nausicaa, Kakaki e un po’ di sabbia: 5000 km d’Africa (1/3)

Oh-oh-oh Namibia! Eccoci qui, al termine del nostro viaggio nell’Africa sud-occidentale, in questo enorme paese popolato da poco più di 2 milioni di persone e da un numero imprecisato di foche, zebre e nostalgici della Südwestafrika.

Il nostro viaggio in numeri:
30 giorni
4,985 chilometri
30 kg di bagaglio
1 tenda
2 ruote di scorta
40 kg di legna
15 kg di carbonelle
6 scatole di fiammiferi (sì, c’era molto vento)
1 bombola di gas da 10 litri
18 tappe
400 litri di benzina
1 parabrezza distrutto
1 denuncia alla polizia
9 compresse di ibuprofene
6 rotoli di carta igienica
1/2 settimana di profilassi antimalarica
21 lattine di baked beans in tomato sauce
1/2 kg di latte in polvere
1 montagna di caffè
30 ore d\’aereo (15 1/2 x2)
1 paio di cagate al volante
0 gomme forate (piuttosto notevole)

Nausicaa e Kakaki senza Nausicaa e Kakaki

Nausicaa e Kakaki senza Nausicaa e Kakaki

Turkish e South African ci trattano bene. Sul volo Istambul-Johannesburg siamo allietati dalla vista di uno chef (esatto, un figuro con cappello, pastrano bianco e baffetti impomatati) la cui funzione ci sembra tanto divertente quanto misteriosa (in verità sembra tutto piuttsto chiaro: un mago del micro-onde diplomatosi agli Actor Studios di Novokuznetsk). Purtroppo tutto questo divertimento è smorzato dal fatto che al momento dell’acquisto del biglietto Kakaki si era autodiagnosticato una forma di celiachia: al posto del pane delle spugnette, al posto del dessert delle prugne californiane. Invidia.

By the way, il tempo del sudoku è finito. Atterriamo a Windhoek a gamba dritta. Entusiasmo. Energia. Partenza. Dopo quattro ore strammazziamo in tenda in un camping nella parte sud della città.

Entusiasmi

Entusiasmi

La mattina seguente. Colazione all’Arebusch Lodge: un gran numero di ventri prominenti sormontati da toraci penduli, spalle carnose, colli rugosi che sorreggono volti rubizzi – fototipi stupefacenti. Una piccola colonia di barbari. Uomini in camicia a quadri intenti a scegliere con cura le migliori salsiccette. Odore di dopobarba. Camerieri discreti. Il caffè: limitarsi a un single shot.

Windhoek si porta addosso ancora un po’ di freddo della notte, ma il sole la riscalda velocemente. Ripieghiamo la cartina della Nelles, scorriamo la lista scarabocchiata su un taccuino (omaggio) del Cervantes e andiamo a prendere quella scatoletta bianca che per il mese successivo ci porterà a zonzo per la Namibia. Alla ASCO Car Hire hanno le idee chiare, e anche noi abbiamo le idee chiare. Ci siamo posizionati nella fascia bassa del catalogo: depennate tutte le vetture spaziose e indistruttibili, era rimasto solo lui, il Suzuki Jimny 2012 (Jimny, sì, con la ‘n’). Uno tra i 4×4 più venduti in Brasile, ci dicono (ebbè!). A Madrid, cercando di capire con cosa avremmo avuto a che fare, abbiamo visionato un po’ di materiale su YouTube. Indimenticabile il video in cui un Land Rover soccorre il povero, impantanatissimo Jimny.

Windhoek scorre veloce – un modo delicato per dire che non vedevamo l’ora di essere on-the-road. Spesa allo Spar dietro il Maerua Mall (acuto picco di germanici in cerca di knödels, una specie di gnocco che avremmo imparato ad amare). Incetta di materiale presso l’Adventure Camping Hire in Tacoma Street: tavolinetto di zinco, sedie pieghevoli, bombola di gas da 10 litri, lampada. Tutte cose sopravvissute alla guerra d’Angola (come il proprietario del resto).

Lo spazio è un'opinione (ma non la mia)

Lo spazio è un’opinione (ma non la mia)

Il viaggio inizia così, a bordo di un macchinino di fabbricazione giapponese in direzione sud. Un carico di beni deperibili, qualche oggetto indistruttibile, e una manciata di cose che oscillano tra la fragilità assoluta e la resistenza perenne. WIndhoek è alle nostre spalle, e così le ultime frequenze radio. (Fortunatamente Nausicaa si è portata dietro un bel po’ di CD – tutti graffiati: il lettore non riesce a leggerne nemmeno uno). Attraversiamo il Tropico del Capricorno. Siamo contenti, rilassati, e la Namibia già si profila per quello che è: un orgasmo paesaggistico senza pudori.

Abbiamo un piano, certo. E con il piano un itinerario. Parleremo di entrambi nel prossimo post. Per il momento vi lasciamo con un video-chicca sui pericoli di un viaggio lungo (anche se a noi due è andata bene).

E on-the-road sia!

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