Gran Canaria, ovvero prepararsi a una 21k dormendo in un pandino

Madrid-Las Palmas. Ryanair, qualcosa è cambiato. LPA, uno sguardo al tebellone degli arrivi: Scandinavia on the way. In fila per prendere le chiavi della macchina. Goldcar applica i soliti trucchetti. No no no, questa volta l’assicurazione facoltativa non la compri. E poi invece. Scrivono Ford Ka or similar, ma alla fine è sempre una Panda. Non è male, funziona, mi dicono. Beh, provate a dormire in una Panda per tre giorni e poi mi fate sapere. Se siete più alti di un metro e una ciruela diventa complicato. Ma tant’è. Cerco un supermercato, ne trovo a decine. Dormo tra Mogán e la Aldea, sulla GC-200. Aldea de San Nicolas. Superato il centro, il segnale della Ruta de Güigüi. Zaino e scarponi. Giacca impermeabile. Mele, acqua, biscotti e cereali. Una mulattiera ombrosa, poi, in cima, il sole. Si scende e si sale. Piccoli rifugi di contadini pieni di orpelli maniacali. Una ragazzetta inglese ha piantato la tenda nei pressi del barranco. Magra e con le orecchie a sventola, sembra la volontaria di una ONG che si è data alla fuga. Eccola, la spiaggia di Güigüi: bottiglie di plastica abbandonate e una coppia di donne. In lontanza, una figura umana nuda che prende il sole, in piedi. Vento, onde. Tredici chilometri. Il calore del pomeriggio si fa sentire, il ritorno è tutta una salita. Queste pedule italiane che ho comprato a Wellington non son poi una gran roba, penso. Lascio Aldea e faccio la strada costiera. Guidano come pazzi, ma io sono un filosofo. Un’altra notte nel pandino. Alle tre di notte il rumore di una macchina, fasci di luci e qualcuno che bussa alla porta. Apro gli occhi: un agente della Guardia Civil con una torcia in mano. Ero stanco, non me la sentivo di guidare. OK, nessun problema. Il giorno dopo a Las Palmas, alla Feria del Corredor ritiro il dorsale per la mezza maratona di domenica 26. Nella borsa di plastica gialla che consegnano agli iscritti trovo: spugnetta, maglietta, spille da balia, dorsale, braccialetto catarifrangente, due buste di cacao solubile. Terza notte nel macchinino del golf: piazzola isolata nella periferia del Tablero. Salchichas tipo viena e pane bimbo, a josa. Sabato, il miracolo: colazione a Palmas e presa di possesso di una stanza a La Calzada, nei pressi di Santa Brigida. Alle 11 di sera di nuovo all’aeroporto a prendere Nausicaa. Domenica: sveglia alle 6, colazione, direzione Palmas. Alle 8:40 inizia la 10k, alle 9 la 21k e la 42k. Ho una febbriciattola. Corro, ma la godo (la barretta energetica che ho acquistato alla Feria è di cacca al caramello, non è stata ua grande scelta). Il percorso lungo la spiaggia della Canteras: bello. All’arrivo si entra nel paradiso: acqua, birra, pozioni isotoniche. Hailé Gebrselassié, il padrino dell’evento. Pranzo. Pomeriggio ad Agaete. Amici, buffet cinese e vacche di plastica.

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Kakakin Kura

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Claudio speaking. I'm the co-founder of Freaky Tracks - quite happily, I must say. I taught Italian in New Zealand, undertook fieldwork research in West Africa and tested videogames in Madrid. I am a linguist, a minimalist runner and a travel addict… and nope, I won't stop moving around!
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